HOME
BLOG
SHOP
 
SWIMRUN TRAINING TEST RACE LOGIN GALLERY ABOUT US
INTERVIEW WITH DARIO MARCHINI FROM RUNNER'S WORLD
INTERVIEW WITH DARIO MARCHINI
category : INTERVIEW
author : Diego Novella
publish on : 7/16/2020 9:53:23 AM
Views : 1815

Oggi conosciamo meglio Dario Marchini, da molti conosciuto anche come “CORRO ERGO SUM”. Come i più, inizia a correre con le “tapasciate” della domenica e poi prova con una maratona a casa, quella di Milano. E allenati che mi alleno, arriva a correre la maratona in 2 ore e 51!! Da Designer a Giornalista per Runner’s World, allenatore FIDAL, con passione da 12 anni con il suo blog con interviste e tabelle di allenamento. Ma non solo: c’è anche la squadra di runners, ma si sa che quando si fanno le cose con passione…
Leggendo dal sito di “Corro Ergo Sum”, trovo molte cose in comune con Swimrun Cheers: “Con le scarpe ai piedi ci sentiamo improvvisamente liberi, vivi. Grazie ad un gesto così semplice e allo stesso tempo così naturale (correre come pensare) realizziamo tutto d'un tratto di esserci. I problemi e le preoccupazioni, anche solo per un'ora, ci scivolano via veloci sulla pelle, ce li lasciamo alle spalle e non ci possono più raggiungere. E siamo solo noi stessi.” La conferma del fatto che facciamo sport con la stessa semplice passione, l’ho avuta mercoledì scorso in occasione di un Media Test a Mergozzo dove ho conosciuto personalmente Dario e dove Dario ha conosciuto lo Swimrun, mettendosi in gioco con ottimi risultati (tornerà a fare Swimrun), che Dario sia uno Swimrunner e non lo sappia ancora??? Proviamo a scoprirlo!


Da Designer a Giornalista, correndo: affascinante metamorfosi che ti ha permesso di creare con le tue mani qualcosa di tuo.


“Ho sempre praticato sport. Tra gli altri ho fatto anche 3 o 4 anni di nuoto (con qualche gara). Ma quel che mi ricordo bene è che da piccolo odiavo correre, troppa fatica. Poi durante il liceo qualcosa è cambiato e correre è diventato improvvisamente più facile. Naturale. Purtroppo, però non ho mai praticato atletica (nessuno, né professori né allenatori me lo ha mai suggerito) ma correvo ai giochi della gioventù per la mia scuola. Mezzofondo e cross (con la velocità non ho mai avuto un buon feeling). Durante l'università ho proseguito l'attività agonistica su altri campi, corricchiando solo per tenermi in forma. E dopo i trent'anni ho scoperto invece il vero piacere di correre e ben presto mi sono dedicato solo a quello. Prima qualche uscita vicino a casa per mantenere la forma, poi le tapasciate domenicali con gli amici per perdere un po' di peso, fino ad arrivare alla maratona, nel 2007. Tagliando quel traguardo è scoppiato il vero amore.
Avevo già iniziato a scrivere una sorta di diario dei miei allenamenti, per avere memoria di sensazioni, tipologie di allenamenti... Poi, per lavoro ho avuto la necessità di dover imparare ad utilizzare i primi CMS e ne ho approfittato per fare pratica creando il mio sito personale, Corro Ergo Sum. Poco alla volta, da semplici post di qualche riga ho iniziato a raccontare la mia storia quotidiana di runner attraverso articoli sempre più completi. Così ho iniziato ad avere un seguito e lo stimolo, sia nello scrivere che nel correre, è cresciuto sempre di più.
Mi è sempre piaciuto leggere e scrivere, ma non avevo mai pensato di farne una professione. Invece, nel 2012, ho avuto la possibilità di iniziare a collaborare con Runner's World e in poco tempo sono diventato Giornalista. Oggi, passione e lavoro (collaboro anche nell'organizzazione di eventi sportivi nazionali e intarnazionali) sono diventate la stessa cosa.”


Tante gare con ottimi successi, ma quella che torna sempre nella tua testa, la più emozionante è???


“È inevitabile che quando parliamo di emozioni la mia mente corra subito alla maratona. Per me non esiste nulla come la maratona. Un viaggio che dura mesi e si conclude con l'attraversamento di quel traguardo. Per questo ne ho corse solo una decina. Un appuntamento che va preparato, studiato, sognato, raggiunto. È difficile farne una classifica. Se cercate all'interno di Corro Ergo Sum troverete il racconto di ognuna. E ognuna risulterà essere stata emozionante per qualcosa in particolare. Non posso certamente dimenticare la mia prima volta. Un po' come il primo bacio, non perfetto, ma irripetibile. O la maratona del personal best. Con le lacrime a riempire gli occhi una volta che l'impresa si fa davvero reale. E non posso non pensare alla mia prima (ed unica) New York City Marathon. Una vera sorpresa per grandezza, bellezza e coinvolgimento. Ma dovrei anche raccontare di tutte le gare fatte in coppia con Chiara, mia moglie, i podi raggiunti insieme o i traguardi tagliati mano nella mano. Ogni volta mi ripeto che non potrà mai esserci nulla di più bello e emozionante. E ogni volta poi vengo sempre smentito.
Questa mattina, uscendo a correre, ci ho pensato. La “vera” gara che forse ha lasciato il segno più grande è stata una maratona condotta in modo impeccabile fino all'ultimo chilometro, la Milano Marathon del 2015 (https://www.corroergosum.it/corse/maratona/972-pazza-milano-marathon). L'ho definita pazza, perché lo è stata davvero. Ero appena uscito da un infortunio e ho deciso di prepararla insiema al mio coach Fulvio Massini in sole 6 settimane, con l'obiettivo di correrla in 2ore e 48' (a 4' al chilometro di media). Una preparazione perfetta, una giornata perfetta. Chiara, mia moglie, mi ha affiancato in bici per tutta la gara, verificando i passaggi e non lasciandomi mai solo. Ho “spaccato” il cronometro fino all'ultimo chilometro dove, forse per un calo di tensione mentale, sono stato colpito dai crampi. Fortissimi, ad entrambe le gambe. Mancavano solo mille metri e avevo anche un discreto vantaggio di qualche secondo sull'obiettivo. Ma il tempo passato a terra senza riuscire a rialzarmi è bastato per azzerare il sogno e arrivare anche qualche secondo oltre il mio pb. Nonostante tutto è stata una gara perfetta, un turbinio di emozioni, che non dimenticherò mai. E spero sempre, un giorno, di riuscire a riprendermi una rivincita.”


Per me, lo Sport è passione e rispetto, è una stretta di mano, un sorriso, un abbraccio a fine gara con i tuoi competitor, una birra per rilassarsi e ripercorrere la gara. Mi sbaglio?


“Lo sport, per un amatore, deve essere sempre prima di tutto divertimento e benessere. So che è difficile riuscire a entrare in questa mentalità soprattutto quando si è agli inizi e non si vede l'ora di tagliare un nuovo traguardo per rimettersi alla prova. Si al sano agonismo (anche perché è giusto avere un obiettivo da raggiungere), ma sempre nel rispetto di sè stessi, degli altri e delle regole. Non c'è nulla di più bello che sfidarsi durante la gara e poi abbracciarsi e complimentarsi dopo il traguardo con i propri avversari. A volte si vince e a volte si perde, ma che importanza ha? Non lottiamo per il record del mondo o per una medaglia olimpica. È quello che sto cercando di insegnare subito anche a mio figlio, che ha solo quattro anni. Alla fine della sua prima “vera” gara, lo scorso anno, dopo essere arrivato mi ha detto felice e col sorriso mostrandomi la medaglia “Papà sono arrivato primo degli ultimi!”.”


Il consiglio che non smetti mai di dare a chi inizia a correre?


“Quello che ho scritto più sopra: divertirsi e stare bene. I risultati sono importanti, ma fino a un certo punto. Rincorrere il tempo ad ogni costo, allenarsi come un professionista non è la cosa giusta da fare. Bisogna essere in grado di dare tempo al tempo. I risultati, quando uno si allena bene, costantemente, con calma, senza infortunarsi e senza strafare, arrivano sempre. Ma correre ad ogni costo, sempre, pensando solo al cronometro è il miglior modo per non trovare più una motivazione e lasciar perdere.
Oggi troppo speso vedo gente che inizia a correre e dopo qualche mese vuole fare la maratona. Perché? Non c'è nessuno che lo ha ordinato. Meglio iniziare a conoscersi, capire cosa vuol dire correre, imparare a gestirsi e poi, poco alla volta migliorare e aumentare i chilometri. Proprio da inizio anno, seguo direttamente io sul magazine di Runner's World la rubrica sui 5K. Ci credo fortemente. Perché è una distanza che soprattutto in Italia viene snobbata. Ma dovrebbe essere invece il punto iniziale di ogni runner. Imparare a correre 5 km prima di tutto e solo allora pensare al resto. Non a caso, proprio questa domenica, abbiamo organizzato una prova sui 5000 m aperta a tutti all'idroscalo di Milano (https://www.corroergosum.it/corse/notizie/1572-5krono-i-5000-a-tuono-o-quasi)”


Dario è cuore, passione...


“...e sacrificio. Se c'è una cosa che la corsa mi ha insegnato è che il sacrificio, la dedizione, alla fine pagano. Sempre. Come nella corsa, gli obiettivi a breve termine possono sembrare i più semplici e più facilmente raggiungibili, ma non è sempre così. La costanza, il sudore, il lavoro sono le capacità che ti permettono di andare lontano. Nello sport, nel lavoro, nella vita. Non è un caso se a 46 anni (quasi) non mi sono ancora arreso all'idea di migliorarmi. In tutto. Come si dice... giù la testa e pedalare!”


Un giorno ti invitano a Mergozzo per fare un Media Test di Swimrun, il tuo primo pensiero?


““&@#!” mi auto censuro... a parte gli scherzi, è stato decisamente stimolante. Non ti nego che il nuoto tra le varie discipline che avrei potuto scegliere di fare sarebbe stata l'ultima. Ok la corsa, ok la bici, ma nuotare, a parte qualche vasca in piscina quando sono infortunato e qualche bracciata al mare, non è proprio una delle mie attività primarie. Poi sapendo che ci sarebbero stati altri invitati che arrivavano dal triathlon e che non avevo mai nuotato prima in acque libere mi ha messo un po' di preoccupazione. E invece... e poi comunque ci sarebbe anche stato da correre e la mia rivincita me la sarei ripresa.”


Pronti e via: ma com’è nuotare con le scarpe e poi correre sapendo che ti toccherà ancora nuotare e correre, insomma: com’è fare Swimrun??


“Mi auto cito dall'articolo che ho scritto per Runner's World (https://www.runnersworld.it/swimrun-correre-nuotare-michelin-phelps-9490): “Ciò che affascina maggiormente in una prova di SwimRun è il contatto con la natura. La maggior parte dei percorsi su terra si snoda tra bellissimi e durissimi percorsi trail, salendo e scendendo i sentieri nascosti tra i boschi, per poi nuotare nelle acque (fresche se non gelide) blu e verdi di piccoli e grandi laghi (o mare o anche fiumi). Una sequenza senza sosta, che fa sognare il momento in cui ci si ritufferà in acqua, mentre ci si arrampica lungo la costa rocciosa, e che rende un miraggio in lontananza la terra ferma, mentre ci si sbraccia per raggiungere la prossima riva”. Ed è proprio così. Quando mi sono trovato in acqua non vedevo l'ora di uscire per correre, ma una volta fuori, in salita sotto il sole e dentro al caldo della muta, non vedevo l'ora di rituffarmi in acqua.
Tra l'altro non è stata la prima volta che ho corso con le scarpe completamente zuppe d'acqua. Mi era già capitato in altri trail e in altre gare, ma devo dire che ho trovato una netta differenza nel farlo con scarpe studiate appositamente e scarpe da runnign tradizionali. Praticamente una volta fuoriuscito dall'acqua non mi sono mai accorto di avere i piedi e le scarpe bagnate. Ma su questa cosa ci ho riflettuto solamente quando avevamo già finito tutto il nostro giro.”


Io mi auguro ti poterti rivedere prestissimo per un altro giro di Swimrun!


“E mi rivedrai! Se c'è una cosa che mi attira è provare sempre nuove esperienze. Come sai, lo Swimrun lo conoscevo già anche grazie a una mia atleta, Jessica Mammarella con cui tu hai corso all'Otillo, ma provarlo è stata la scintilla che, per lo meno, mi ha messo curiosità.
E il fatto di poterlo correre in coppia (in gara) è anche una motivazione in più per tornare a gareggiare insieme a mia moglie Chiara. Per cui, anche se mi toccherà dovermi allenare in piscina almeno un po', ci rivedremo di sicuro... anzi ti prenoto già per qualche uscita guidata.”


Forse sei uno Swimrunner e non lo sai ancora!


“Mai dire mai. Questo l'ho imparato negli anni. Se ripenso a dove ero venti o anche solo dieci anni fa e dove sono arrivato oggi, non l'avrei mai potuto immaginare. Per cui, magari sono uno swimrunner nato... o magari invece scoprirò di essere solo un modesto runner con dei sogni ancora da raggiungere.”


Oggi, per te fare sport, quanto è importante?


“Fare sport è fondamentale. Purtroppo, in Italia, su questo concetto siamo ancora troppo indietro. Se c'è una cosa che invidio alle scuole statunitensi (e non solo) è proprio la quantità di sport che i ragazzi fanno direttamente a scuola. Deve diventare una questione culturale. Sociale. Educativa. Lo sport è vita e va insegnato, nel modo corretto, fin da bambini. Io la mia parte la farò con i miei due figli (che tra l'altro ho “buttato” in piscina a 4 mesi).
Per me poi fare sport è fondamentale per il mio benessere fisico e mentale. Che sia correre, andare in bici, nuotare, giocare a calcetto, a basket, a tennis, fare una passeggiata in montagna... qualsiasi cosa purché lo si faccia. Me ne sono accorto soprattutto nel lockdown, che purtroppo ci ha portato tutti a dover sacrificare proprio la nostra parte sportiva. Non poter correre, mi ha portato a “soffrire” fisicamente. Mi sono sentito bloccato, spento, ingrossato, gonfio. E ad un certo punto ho iniziato a correre attorno a casa, in un giro di circa un chilometro, la notte. Un'esperienza bellissima. Che mi ha rimesso in pace soprattutto con me stesso e mi ha fatto davvero capire quanto basti poco per migliorare la propria salute. Basta volerlo.”


Io dico sempre che lo Swimrun è pura libertà, non ci sono confini geografici e mentali un’emozione continua, finita la terra nuoti, finita l’acqua corri, e via ancora: tu ti ci ritrovi?


“Si, assolutamente. Alla fine, è proprio il concetto da cui è nato lo Swimrun. Non ci si limita a correre su un'isola facendo il giro, ma si va oltre e poi ancora e poi ancora...
Quando abbiamo fatto la nostra prova insieme era anche da parecchio tempo che non correvo un trail. E anche solo il fatto di ritrovarmi su un sentiero, lontano da tutto e tutti, saltare da un sasso all'altro, assaporare il profumo degli alberi, il fresco del bosco mi ha fatto sentire più libero, con la voglia di riprovarci. La curiosità sarà vedere fin che punto il nuoto possa diventare stimolo o limitazione... ma lo scopriremo solo correndo&nuotando!”

DARIO MARCHINI
MESSAGE FROM THE USERS
LOGIN TO LEAVE A NEW COMMENT
similar blog
INTERVISTA DOPPIA AI CAMPIONI ITALIANI PAOLO CARMINATI E RENATO DELL'ORO
interwiev
category : INTERVIEW
publish on : 3/26/2020 12:00:00 PM
Views : 552
interwiev to Luigi Manfredi
interwiev
category : INTERVIEW
publish on : 3/12/2020 12:00:00 PM
Views : 540
interwiev to andrea gallina
Interview
category : INTERVIEW
publish on : 2/25/2020 12:00:00 PM
Views : 596
Interview with Claudia Imperiali
FROM THE SIDE OF SECURITY
category : INTERVIEW
publish on : 2/20/2020 11:45:02 AM
Views : 667
INTERWIEV TO NADIA MICHELETTO
NADIA MICHELETTO
category : INTERVIEW
publish on : 2/13/2020 11:46:05 AM
Views : 994
BECOME A VOLUNTEER. FIND OUT HOW>
OUR PARTNERS
HOME
SWIMRUN
TRAINING
TEST
RACE
PARTNER
GALLERY
PRESS
diego novella's corner
SHOP
PRIVACY
2020 © SWIMRUN CHEERS
Licenza Creative Commons
Quest'opera รจ distribuita con Licenza
Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.